12/10/18

LA DIFFICOLTÁ DI STAR BENE DOPO UN SOPRUSO

Quello della violenza sulle donne è un tema, soprattutto negli ultimi anni, alquanto scottante.
Le vittime degli abusi, che siano essi fisici o psicologici, palesano gravi disturbi comportamentali, reazioni somatiche, ma anche svariate difficoltà nel riuscire a prendersi cura della propria persona.

Accade spesso che le remore nel palesare i propri vissuti interiori portino le donne già soggette a soprusi, a somatizzare il tutto a livello corporeo, rischiando così di debilitare la propria persona, e con il tempo di ammalarsi.

Ad oggi, esistono numerosi casi in cui la donna, dopo una violenza, si mortifica, perde fiducia in sé stessa e rinuncia ad occuparsi del proprio corpo. Evita così di dare importanza all’igiene personale, al mantenimento di un equilibrato peso corporeo ma anche al proprio abbigliamento, scegliendo di proposito abiti poco femminili ma che le permettono di non sentirsi a disagio con se stessa.

A volte, però, può anche accadere l’opposto, ovvero che la donna, nel tentativo illusorio di avere controllo sull’altro, inizia ad ostentare una femminilità esagerata e finalizzata alla seduzione.

Istaurare un contatto profondo con loro diventa, a mano a mano, sempre più difficile; Alla domanda «come stai?», tendono a chiudersi a riccio rispondendo con frasi stereotipate del tipo «sto bene» o, in alcuni casi, «sto male», ma senza riuscire a definire precisatemene il motivo del loro malessere e il loro stato d’animo.

È bene precisare che i tratti psichici e comportamentali di cui sopra non definiscono la personalità di una donna, ma sono il risultato di violenze subite, che siano esse di natura fisica, sociale, culturale o anagrafica.

Ricordate sempre che ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare queste donne in difficoltà. Apriamo gli occhi, facciamo più domande e indirizziamole verso le numerose associazioni contro la violenza di genere così che possano essere ascoltate, capite, ma soprattutto assistite.
Anche il più piccolo degli aiuti può fare la differenza.

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Dott.ssa Consiglia Altieri

Psicologa

Clinica e della Salute e Floriterapeuta, vicepresidente dell’Associazione Sarah, associazione di promozione sociale contro la violenza di genere

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