3/7/18

Cellulite e ritenzione idrica?

La bellezza, intesa come benessere psico-fisico, non può prescindere da una sana alimentazione. Oggi voglio parlarvi di un problema che affligge molte donne, la ritenzione idrica. L’acqua corporea (intra ed extracellulare) costituisce il 55-60% del nostro organismo. Questa percentuale dovrebbe rimanere tale ad ogni età, quindi dovremmo cercare di mantenere e di non perdere la massa muscolare, poiché le fibre muscolari contengono acqua. Ma se con l’invecchiamento quasi fisiologicamente una quota viene persa, vi sono determinate condizioni, tra cui la più importante é l’alimentazione, in cui l’aumento e l’accumulo di tossine intracellulari porta ad una maggiore difficoltà di “smaltimento” da parte del sistema interstiziale extracellulare in cui gioca un ruolo fondamentale il sistema linfatico. Il risultato è un passaggio di acqua verso l’interstizio e quindi non come erroneamente si pensa un maggior quantitativo di acqua totale trattenuta. Di conseguenza i drenanti e soprattutto i diuretici sono soltanto un rimedio palliativo al problema di fondo.
Ritenzione idrica e cellulite sono due condizioni distinte ma fortemente correlate. La cellulite è un problema relativo al sottocutaneo mentre la ritenzione idrica è la tendenza a trattenere i liquidi ed è uno dei principali fattori che possono portare alla formazione della cellulite. Quest’ ultima è legata a vari fattori: genetici, dieta sbilanciata, fumo, vita sedentaria, indumenti stretti, alcune posture errate (ad esempio accavallare le gambe, stare molto tempo in piedi con i tacchi).La cellulite è un’alterazione dei tessuti sottocutanei, che si manifesta con un po’ di gonfiore e successivamente con la cosiddetta “buccia d’arancia”, sotto forma di piccole nodosità. Queste sono determinate dalla “spinta” da parte degli adipociti localizzati al di sotto del derma, che andati incontro ad ipertrofia e lipotossicità cellulare, scatenano fenomeni infiammatori. La cellulite può rientrare nel quadro clinico di una patologia assai più complessa che è il lipedema, un anomalo acccumulo di tessuto adiposo a livello degli arti inferiori (talvolta anche superiori), sempre bilaterale. Entrambe le condizioni non si associano necessariamente a sovrappeso e obesità, dato che possono colpire anche soggetti normopeso. Il linfedema è un accumulo di linfa in vari distretti del corpo, spesso dovuto a un’anomalia del sistema linfatico.
I linfedemi primitivi sono rari ed ereditari, mentre il secondario è più frequente della forma primitiva e indica la presenza di una disfunzione acquisita dei vasi linfatici. In molti casi, è dovuto a un ostacolo o a un’ostruzione che impedisce il flusso della linfa (traumi, tumori, ustioni gravi, adenopatie, diabete, obesità).
La linfa nasce dall’acqua della matrice extra cellulare, svolge la funzione di “recupero” proteine sieriche, gestisce il profilo lipidico corporeo, le molecole lipofile, le vitamine liposolubil; è un liquido trasparente, giallo paglierino o lattescente, contiene carboidrati, proteine, minerali, lipidi, colesterolo, aminoacidi, ormoni, vitamine, globuli bianchi, acqua. La linfa è un efficace sistema di raccolta di acqua e vari soluti di scarto delle cellule nei tessuti e viene raccolta dai capillari linfatici che sfociano nel sistema venoso (vena succlavia).
Anche se quadri clinici con cause differenti, le patologie sopramenzionate hanno in comune la compromissione del sistema linfatico.
Quest’ ultimo è in stretta relazione con l’ intestino e con il microbiota (argomento che tratteremo più avanti).
Alcuni consigli utili per un efficace drenaggio matabolico, lipidico e idrico:
– la qualità e la combinazione molecolare degli alimenti intervengono nel sistema linfatico addominale, drenante acidi grassi usciti dagli adipociti del grasso sottocotuneo, viscerale e degli arti inferiori.
Consumare cereali senza glutine (riso, mais, grano saraceno,
miglio, amaranto, quinoa, manioca).
Bilanciare la quota di proteine e carboidrati, alternando proteine animali e vegetali.
Centrifugati o estratti di verdura (70%) e frutta (30%) a metà mattino e a merenda al pomeriggio.
Consumare semi oleosi (3-4 mandorle, noci, pinoli, etc.. a colazione).
Verdura cruda finemente tritata sempre prima di pranzo e cena ed una porzione di verduta cotta per agevolare assorbimento di caroteni al termine del pasto.

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Dott. Umberto Valente

Specializzato in endocrinologia e malattie del metabolismo

Alterazioni endocrino-metaboliche, problematiche andrologiche dei giovani, fisiopatologia della riproduzione, malattie sessualmente trasmissibili.

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